LA DODICESIMA CASA

Ago 19, 2011 by

ISOLAMENTO – SOLITUDINE
LE PROVE DELLA VITA
TRASFORMAZIONE

 

Opposta alla sesta  casa c’è la DODICESIMA che è la nostra parte più intima e segreta, un piccolo santuario dove ci ritiriamo in solitudine per riflettere sulla vita e oltre la vita, un bisogno di raggiungere una fusione di corpo e anima con qualcosa di superiore a noi.

Questa casa, ultima nel cerchio dello zodiaco e simbolicamente associata al segno dei Pesci, è molto complessa. Indica la fine di un ciclo, il punto di arrivo del percorso evolutivo di quell’ego individuale che, attraversando undici settori dello zodiaco, si è destrutturato completamente e ora desidera soltanto dissolversi per poter “tornare a casa” e ritrovare quel senso di unicità e di appartenenza alla matrice universale che l’ha generato.
Sebbene la prospettiva di ritornare a una tale sublime condizione sia meravigliosamente attraente e rassicurante, qualcos’altro al nostro interno – il timore di dissolvere la nostra individualità e la nostra unità – lotta disperatamente contro questo desiderio ed è proprio in dodicesima casa che avviene la rappresentazione di tale antinomia esistenziale tra due attrazioni così contrastanti.
Del resto i suoi governatori naturali sono Nettuno e Giove, pianeti che tendono a farci sentire in profonda armonia ad un livello mistico.
Il raggiungimento di un senso di trascendenza e l’attaccamento alla vita spesso genera, in alcune persone che hanno pianeti importanti in questa casa, un forte disorientamento, una sensazione di essere sopraffatti da pulsioni inconsce di una tale intensità emotiva che la loro poca gestibilità li spinge a proiettarsi in un mondo di solitudine, di abbandono, di separazione dagli altri, una diversità che spesso si risolve in una fuga da tutto ciò che viene comunemente definito “normalità”. Qui non c’è spazio per l’ego che può funzionare solo nella realtà “spazio-tempo”, in dodicesima fuggiamo dalla separatezza perché vogliamo fonderci e identificarci in qualcosa molto più grande di noi stessi.
Questo senso di solitudine, può essere anelato con gioia o subito come una condanna, in ogni caso permea tutta l’atmosfera della Dodicesima che, proprio per questa sua simbologia, è associata a quei luoghi d’isolamento forzato nei quali, spesso, gli uomini, loro malgrado, devono sostare. Gli ospedali ad esempio, luoghi di transito per chi ha temporaneamente perso la salute o le prigioni, luoghi di reclusione per chi ha infranto le regole dell’ordine costituito, sono associati a questo settore, ma non solo, anche orfanatrofi, conventi, collegi, ospizi o istituti per disabili.
Ovviamente anche chi si prende cura di questo mondo “sofferente” rientra in questa sfera, gli infermieri, le guardie carcerarie, i volontari di tutte quelle associazioni che lavorano in queste strutture, generalmente sono tutte persone dotate di senso del sacrificio, compassione ed empatia e in grado, quindi, di aiutare amorevolmente quell’anello della catena umana considerato più debole e meno fortunato.

In questa casa, sovvertendo tutti i canoni di mediocrità espressi dalla casa Sesta che, come abbiamo visto tende soprattutto a mantenere a tutti i costi stabilità, ordine e status quo, è possibile entrare in contatto con quell’oceano di simboli e immagini psichiche, universali e mitiche definite da Jung “inconscio collettivo” e alla cui fonte hanno attinto parecchi “geni” di tutte le epoche, persone che hanno visto o sentito qualcosa prima di tutti gli altri e hanno lasciato tracce della loro potente creatività attraverso capolavori che hanno toccato ogni ambito artistico, musicale, religioso, politico, scientifico e  letterario.
Secondo i pianeti posti al suo interno, quest’ultima casa dello zodiaco, quella cioè che nella ruota precede simbolicamente la prima casa, cioè la nascita, ci permette di rintracciare lo stato psicologico vissuto dalla madre durante la gravidanza.
Infatti il bambino, oltre ad assimilare tramite il cordone ombelicale le sostanze nutritive necessarie alla sua crescita, capta, durante tutto il periodo di gestazione, anche le più intime emozioni della sua genitrice e, sebbene non ne resterà alcun ricordo cosciente, queste saranno comunque impresse nella sua psiche  e condizioneranno, in bene o in male, la sua vita futura.

C’è un ultimo argomento legato a questa casa che, per molti versi, è “misteriosa” e “spirituale” la teoria della metempsicosi.
Molti astrologi, infatti, la considerano la casa del “Karma” cioè quella sorta di debito consistente in una serie di comportamenti negativi messi in atto nel passato e che può essere definitivamente riscattato e saldato solo attraverso molteplici reincarnazioni, tutte finalizzate al raggiungimento di quella perfezione che ci permetterà il ritorno alla fonte da cui proveniamo.

La casa dodicesima potrebbe darci indicazione non solo delle problematiche che ci portiamo dietro come bagaglio dal passato ma soprattutto illuminarci sui comportamenti più adeguati con i quali intendiamo metterci alla prova in questa vita.

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