Maschile e Femminile nell’Oroscopo

Lug 3, 2011 by

 

In qualunque testo di astrologia leggerete che l’Ariete, oltre a essere un segno di fuoco e cardinale è anche un segno maschile, mentre il Toro, che è di terra e fisso, è un segno femminile. Perché?
Ovviamente tale distinzione non è riferita al sesso della persona alla quale stiamo analizzando l’oroscopo ma alle differenti energie che contraddistinguono da secoli il maschile dal femminile, l’uomo dalla donna.
Cerchiamo quindi innanzi tutto di capire, a grandi linee, in che modo il femminile si differenzia dal maschile e perché, pur essendo due tipologie opposte, tendono continuamente l’una verso l’altro…..

E’energia femminile: l’istinto e la percezione intuitiva, la soggettività, la sensibilità, la ricettività, l’impressionabilità, le emozioni, i sentimenti, il bisogno di rapportarsi con l’altro per stabilire legami affettivi, la tolleranza, l’acquiescenza, la flessibilità, l’arrendevolezza, l’identificazione inconscia con l’altro e l’autovalutazione attraverso l’amore che si riceve e si dona.
E’energia maschile: la razionalità, l’individualità, l’indipendenza, l’obiettività, l’intraprendenza, l’aggressività, la competitività, l’autoaffermazione, la forza impulsiva e propulsiva per plasmare il proprio destino o per perseguire ideali, l’autovalutazione attraverso il potere delle proprie conquiste materiali, sociali o spirituali.
Se torniamo al nostro Ariete, ora forse è più chiaro perché l’Astrologia lo colloca tra i segni maschili. L’ariete ha un’energia maschile, sa quello che vuole e fa tutto quello che va fatto per ottenerlo, perché ha un temperamento forte, ed è pure coraggioso e intraprendente, ha fiducia in sé e lotta per farsi valere superando qualsiasi difficoltà. E’ l’eroe che insegue ideali e spesso lotta contro “i mulini a vento” ed è proprio per questo che l’Astrologia, nella sua immensa saggezza, gli pone in successione il Toro, il segno che segue nello Zodiaco, femminile appunto e ricettivo quanto basta per coltivare e mettere in atto le idee del suo predecessore con perseveranza, pazienza, con sentimento e calore, insomma con tutte le qualità positive di un’energia femminile. E questa dualità si trova, in alternanza, nei dodici segni zodiacali, sei dei quali sono maschili, positivi e attivi e corrispondono ai segni di fuoco e di aria e altri sei che sono femminili, negativi e passivi e appartengono ai segni di terra e di acqua.

In realtà questi due principi, questa polarità femminile–maschile è all’interno di ognuno di noi perché è nella psiche umana, ogni donna ha nel proprio inconscio una componente maschile definita “Animus”, e ogni uomo una controparte femminile definita “Anima”; la maggior parte di noi ha un relativo equilibrio tra energie positive e negative ma, talvolta, sperimentiamo la nostra vita dando spesso maggior risalto ad uno dei due estremi di questa polarità.
Ecco allora che un eccesso di qualità maschili determina un comportamento competitivo e intraprendente, la persona è troppo impegnata nelle attività del mondo che desidera dominare per entrare in contatto con la sua parte più intima e sensibile, quella che desidererebbe ritirarsi in se stessa per trovare un po’ di pace e per riflettere con calma sui bisogni suoi e su quelli degli altri.
L’opposto, cioè un eccesso di qualità femminili, causa un temperamento più conciliante e arrendevole, troppo sensibile per adattarsi alle difficoltà della vita. Si farà sostenere dagli altri e magari assumerà il ruolo di vittima, così facendo chiuderà la porta a qualunque tipo di realizzazione personale. La carenza della sua controparte maschile, le procurerà sofferenza emotiva per quello che non è stata in grado di raggiungere con le proprie forze e capacità.
E’ evidente che quando ci riferiamo a energie positive e negative dentro di noi stiamo alludendo ai pianeti, gli unici responsabili di come sperimentiamo le nostre azioni/reazioni nel mondo.
Loro sono il nostro movente perché ci spingono ad agire nella vita, mentre l’intensità, la modalità e la vibrazione dell’energia dipenderà dal segno che ospita quel determinato pianeta e, infine le case, lo ripetiamo ancora perché è un concetto basilare in astrologia, rappresentano soltanto i settori della vita nei quali sperimenteremo segni e pianeti.
In teoria se classifichiamo i segni zodiacali in maschili o femminili dovremmo farlo anche per i pianeti, purtroppo in proposito c’é un po’ di confusione, forse ha ragione la Morpurgo quando asserisce che qualcuno ha rimaneggiato lo Zodiaco per farlo aderire meglio a una concezione patriarcale. In ogni caso le cose stanno così: il Sole è maschio, la Luna è femmina, Mercurio è androgino, Marte è maschio, Venere è femmina, Giove è pure maschio, Saturno è maschio, Urano è maschio, Nettuno, unica eccezione, è femmina e infine Plutone che pende da una parte e dall’altra senza fare torto a nessuno dei due.
Pertanto in un oroscopo i simboli (o i pianeti) che, per primi, ci sembrano più appropriati a rappresentare le differenze simboliche tra maschile e femminile sono proprio i due luminari: il Sole e la Luna.

Questi due astri fin dai tempi più remoti, sono stati scrutati e ammirati nel cielo dai nostri antenati i quali, affascinati e sbalorditi dal loro apparire e scomparire nel cielo a cadenze regolari, hanno tentato di decifrare sia la profonda relazione esistente tra loro sia l’enorme influenza esercitata dagli stessi sul genere umano che, in un certo senso, li subiva giorno dopo giorno.
Osservando il Sole e il suo affidabile e regolare ciclo del giorno e della notte il nostro antenato ha modellato un proprio ritmo di vita,  godendo appieno  del suo calore e della sua luce  che gli permetteva di esistere e di esercitare la sua volontà su ogni cosa intorno a lui. Diverso l’atteggiamento del nostro progenitore nei confronti della Luna: l’astro della notte gli appariva meno rassicurante del Sole, più misteriosa e mutevole, meno affidabile perchè fin troppo connessa, nel suo ciclo mensile, con le forze indomabili della natura, le maree, le nascite, i ritmi non solo biologici ma persino emotivi dell’essere umano.

Nei millenni di storia che ci hanno preceduto, l’umanità desiderosa di entrare in stretta connessione con l’universo intero per ottenere risposte ai suoi innumerevoli quesiti esistenziali, ha attribuito ai due luminari significati o simboli che corrispondevano perfettamente alle sue sensazioni e percezioni interiori. Alla luminosità del Sole ha associato il nucleo centrale della propria identità e vitalità, e sulla Luna, creatura della notte priva di luce propria, ha proiettato le proprie emozioni, paure e incertezze, il proprio sentire soggettivo in tutta la sua ambivalenza.
Più avanti leggerete nei pianeti i vari significati che l’astrologia attribuisce al Sole e alla Luna, per il momento è sufficiente considerarli come due energie, due parti inscindibili presenti dentro di noi che, pur nella loro diversità, coesistono e tentano di integrarsi.
Il Sole e la Luna sono presenti nell’oroscopo di ogni uomo e di ogni donna e, sebbene interpretino ruoli differenti sono entrambi primi attori nel teatro della vita. Al Sole è affidata la parte maschile, attiva o Yang, che si manifesta nella sua consapevolezza di esistere come individuo separato dagli altri, nella capacità di trovare una direzione e uno scopo nella vita e nella ricerca di un posto nel mondo dove esprimere la propria identità e vitalità.
Alla Luna è affidata la parte femminile, passiva o Yin, il suo ruolo è governare umori e sentimenti, istinti e bisogni che tendono ad avere una vita propria e che, nella loro mutevolezza, possiamo percepire quando ci fermiamo ad ascoltare tutto ciò che si agita dentro di noi. La Luna corrisponde alla parte più intima, sensibile e ricettiva del nostro animo.
Insieme al Sole e alla Luna, che possiamo definire una coppia “sociale” (in un oroscopo femminile il Sole assume, tra gli altri, anche il significato di marito e in un oroscopo maschile la Luna il significato di moglie) esiste un’altra coppia di pianeti, che ha molto a che fare con la diversità tra maschio e femmina.
Si tratta di Marte e Venere ai quali l’astrologia attribuisce due energie straordinariamente potenti: l’aspetto maschile e femminile del desiderio e della sessualità.
I due pianeti affermano, nella relazione, due principi totalmente diversi: Marte è energia fisica spontanea, impulso sessuale che induce a mettere in pratica ciò che si desidera con passione, assertività e coraggio; Venere è la forza di attrazione, la seduzione erotica, la capacità di dare e ricevere amore, la ricerca del piacere con l’altro attraverso sentimenti di gioia e di armonia.Certamente energie opposte, amanti passionali o acerrimi nemici, ma pur sempre complementari perché Marte non potrebbe vivere senza Venere e Venere senza Marte. Però, a ben vedere, anche loro hanno qualcosa che li accomuna.

 

Se osserviamo i loro grafici – un cerchio con una croce sotto per Venere e un cerchio con una freccia sopra per Marte – notiamo che il cerchio, identico nelle due figure, appartiene sia al maschile sia al femminile e rappresenta un centro, un nucleo, una cellula unica che dividendosi si è duplicata.

Le interpretazioni dei simboli di Venere e Marte sono molteplici, per alcuni il cerchio rappresenta lo spirito, la linea orizzontale è il corpo e la linea verticale la mente, incrociate danno forma alla materia. Pertanto, seguendo questa teoria Venere pone lo Spirito sopra la materia mentre Marte (che in origine pare avesse una croce al posto di una freccia) eleva la materia sopra lo Spirito; del resto non è un caso che l’energia di Venere si presenti con un irraggiamento interno e nascosto  mentre l’energia di Marte (una freccia esterna appuntita e pronta ad essere scagliata) è ben visibile e tende  ad una apertura verso l’esterno e verso l’alto, al raggiungimento…….. dell’altra Metà del Cielo!

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